Pagina 3 - Civiltà Greca

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Storia > Civiltà minoica
A un simile terremoto politico-culturale, si accompagnò sicuramente una crisi profonda di ciò che fino a quel momento era stato il fondamento della potenza minoica, ossia la talassocrazia, il dominio del mare tramite il controllo delle rotte commerciali e l’uso di forti flotte militari
Per secoli le navi minoiche avevano solcato i mari dall’Egitto al Mar Nero e dall’Anatolia alla Spagna, divenendo i fornitori pressoché esclusivi di numerosi prodotti, mentre le loro flotte militari ne avevano esteso l’influenza politico-culturale in tutto l’Egeo e in Grecia (quest’ultimo è un punto ancora controverso, anche se la teoria della cosiddetta "pax minoica", che riteneva questo un popolo totalmente pacifico, sta trovando sempre meno seguito presso gli storiografi).
All’indomani dell’eruzione di Thera, però, le flotte navali e commerciali sono state in gran parte affondate dagli tsunami o incenerite dalle nubi ardenti, mentre molte infrastrutture portuali sono state distrutte dai terremoti: i minoici si trovano, così, improvvisamente privi del loro principale strumento di potenza e per di più isolati da quelle rotte commerciali che fornivano alle loro comunità quei beni che le loro isole povere e aspre non potevano offrire.
La crisi che seguì a questi eventi rappresentò un colpo mortale per la civiltà minoica e anche se le città vennero presto ricostruite, dando inizio al periodo di massimo splendore architettonico e artistico (la cosiddetta "Fase Neopalaziale"), la potenza della talassocrazia era ormai finita per sempre e quella che era stata una delle più grandi potenze del Mediterraneo si avviò lungo un inevitabile declino che avrebbe portato, circa un secolo e mezzo dopo, alla conquista di Creta da parte dei Micenei.
Le conseguenze dell’eruzione del Thera: il Mito di Atlantide
L’isola di Thera potrebbe essere Atlantide?
Di primo acchito questa potrebbe sembrare una domanda banale, di quelle che vengono proposte nei programmi televisivi del mistero per intrigare il pubblico, eppure si tratta di una teoria seria, che ha trovato molti sostenitori tra gli archeologi e gli storici di tutto il mondo
Il primo a parlare di Atlantide fu il filosofo ateniese Platone nei suoi dialoghi Timeo e Crizia: nel primo, il personaggio di Crizia (zio dello stesso filosofo e capo dei "Trenta Tiranni" di Atene) racconta ai suoi compagni di come al legislatore ateniese Solone, recatosi in Egitto per completare la propria istruzione, fosse stata raccontata da un sacerdote di Sais un’antichissima storia riguardante la città di Atene.
Secondo questo racconto, novemila anni prima, oltre le Colonne d’Ercole era esistito un vasto continente di nome Atlantide, la cui dinastia regnante aveva spinto la propria ambizione fino a conquistare l’Italia e l’Africa fino, per poi tentate di invadere anche la Grecia.
Tali progetti di conquista si sarebbero, però, scontrati con la resistenza della città di Atene, che ora da sola, ora al

sarebbe abbattuta su Atlantide, che in un giorno e una notte sarebbe stata inghiottita dal mare da una serie di terrificanti terremoti e inondazioni.
Nel Crizia, invece, lo stesso personaggio ne descrive lungamente la storia e la cultura, presentandola come un impero vasto e ricchissimo, per secoli governato in armonia da una stirpe di dieci re discendenti da Poseidone.
Nel Crizia, infatti, vi è scritto come questa città sorgesse nel luogo dove Poseidone, allo scopo di proteggere Clito (una ragazza di cui si era innamorato e con si era unito) aveva circondato la collina dove ella viveva e le terre circostanti con tre cerchie di mare e due di terra perfettamente concentriche e di ugual misura. Successivamente, gli Atlantidei, discendenti del dio e di Clito, avrebbero scavato un lunghissimo canale per collegare la loro capitale con il mare esterno.
Questa descrizione ricorda molto da vicino di Thera prima dell’esplosione, che si presentava come un’isola di forma circolare (tipica delle isole vulcaniche) con una laguna interna e un’isoletta minore su cui doveva sorgere il cono vulcanico.
Altro punto interessante è il rituale che secondo Platone i dieci re compivano prima di giudicare un reo, secondo cui essi dovevano dare la caccia con bastoni e corde fino a quando non riuscivano a catturare un esemplare adatto per il sacrificio propiziatorio.
Il toro era uno dei simboli di Creta e tali "cacce" rituali hanno fatto pensare a molti storici alla già citata taurocatapsia, i giochi sacri che nel mondo minoico (non dimentichiamo che Thera era uno dei capisaldi di quella civiltà) precedevano i sacrifici religiosi.
Le conseguenze dell’eruzione di Santorini: Ebrei, Egiziani e Cinesi
Dalla descrizione precedentemente fatta dell’eruzione e delle sue conseguenze, sorge spontaneo chiedersi se siano mai state trovate testimonianze di un suo impatto presso altre culture, oltre che per quella greca: la risposta non è univoca, ma vi sono studiosi che sostengono come si possano trovare fonti presso testi ebraici, egiziani e cinesi.
Per la prima fonte vengono chiamati in causa, in particolare, le famigerate Dieci Piaghe d’Egitto e l’attraversamento del Mar Rosso da parte degli Ebrei: nel suo libro I misteri delle Civiltà Perdute, il giornalista Philips Graham sostiene che entrambi questi eventi siano dovuti all’eruzione del Thera, portando a riprorva di questa sua affermazione i raffronti con le eruzioni del Krakatoa del 1883 e del Mount Saint Helens del 1980.
Secondo Graham, ben nove piaghe su dieci troverebbero spiegazione razionale per un’eruzione, dovendosi escludere solo quella della morte dei figli primogeniti (anche se alcuni studiosi sostengono che essa sia una reminescenza del fatto che molti egiziani perirono per aver mangiato cibi contaminati dalla cenere vulcanica, mentre gli ebrei si salvarono e perché si trattava di alimenti a loro proibiti): ecco una sintesi delle spiegazioni da lui fornite.




comando di una coalizione pangreca, sarebbe riuscita prima a respingere l’invasione e poi a liberare tutte le terre aldiquà delle Colonne d’Ercole. A questo punto, l’ira degli dei si sarebbe abbattuta su Atlantide, che in un giorno e una notte sarebbe stata inghiottita dal mare da una serie di terrificanti terremoti e inondazioni.
Nel Crizia, invece, lo stesso personaggio ne descrive lungamente la storia e la cultura, presentandola come un impero vasto e ricchissimo, per secoli governato in armonia da una stirpe di dieci re discendenti da Poseidone.
Nel Crizia, infatti, vi è scritto come questa città sorgesse nel luogo dove Poseidone, allo scopo di proteggere Clito (una ragazza di cui si era innamorato e con si era unito) aveva circondato la collina dove ella viveva e le terre circostanti con tre cerchie di mare e due di terra perfettamente concentriche e di ugual misura. Successivamente, gli Atlantidei, discendenti del dio e di Clito, avrebbero scavato un lunghissimo canale per collegare la loro capitale con il mare esterno.
Questa descrizione ricorda molto da vicino di Thera prima dell’esplosione, che si presentava come un’isola di forma circolare (tipica delle isole vulcaniche) con una laguna interna e un’isoletta minore su cui doveva sorgere il cono vulcanico.
Altro punto interessante è il rituale che secondo Platone i dieci re compivano prima di giudicare un reo, secondo cui essi dovevano dare la caccia con bastoni e corde fino a quando non riuscivano a catturare un esemplare adatto per il sacrificio propiziatorio.
Il toro era uno dei simboli di Creta e tali "cacce" rituali hanno fatto pensare a molti storici alla già citata taurocatapsia, i giochi sacri che nel mondo minoico (non dimentichiamo che Thera era uno dei capisaldi di quella civiltà) precedevano i sacrifici religiosi.

                                     







Piaga

Tramutazione dell’acqua in sangue







Invasione di rane dai corsi d'acqua









Invasione di zanzare





Invasione di mosconi




Moria del bestiame


Ulcere su animali e uomini





Grandine






Invasione di cavallette

Tenebre
Spiegazione
 
Una colorazione sanguigna dell'acqua è tipica laddove la cenere vulcanica presenti forte contenuto di ferro
Invasione di rane dai corsi d'acqua

I pesci predatori dei girini sarebbero stati avvelenati dalla cenere vulcanica, facendo giungere a maturazione una quantità di esemplari enormemente superiore al normale

La scomparsa dei loro predatori naturali le avrebbe fatte proliferare enormemente

La scomparsa dei loro predatori naturali le avrebbe fatte proliferare enormemente

Inalazione di polveri tossiche

Ustioni causate dalle ceneri vulcaniche acide. Alcuni chiamano in causa le epidemie portate dalle zanzare

Pioggia di lapilli e bombe vulcaniche: Graham si rifa alla tradizione yahwista, che parla di una "pioggia di fuoco"

Come per mosconi e zanzare

La nuvola conseguente all'eruzione del Thera: secondo alcuni studi, essa avrebbe raggiunto anche il Medio Egitto, risparmiando le zone del Delta, dove si trovavano gli Ebrei








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