La Città 2 - Civiltà Greca

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Storia > La nascita della polis
LA VENDEMMIA
È l’ultima fatica del lavoro agricolo: giunto il tempo della vendemmia, ragazzi e ragazze vanno per la vigna con ceste intrecciate nelle quali è raccolto “il dolce frutto”. Non mancano, in questo momento di gioia, l’accompagnamento della cetra e il canto melodioso di un giovane .
“Vi pose anche una vigna, piena di grappoli, bella, d’oro; i grappoli neri erano in alto: si ergeva interamente su pali d’argento; e intorno condusse un fossato di smalto e un recinto di stagno; un solo sentiero portava lì, per cui passavano i raccoglitori, quando era tempo di vendemmiare; fanciulle e giovani, ingenui di cuore, in canestri intrecciati portavano il dolce frutto e tra loro un ragazzo con una cetra melodiosa amabilmente suonava e cantava un bel canto con voce delicata; quelli, battendo terra insieme, saltellando con canti e grida sui piedi, seguivano.
”Nell’immagine, coppa a figure nere con scena di vendemmia (fine VI a.C.)"

                           2 I PASCOLI
Dall’agricoltura si passa all’allevamento. Pastori e vacche sono raffigurati in oro (anche il materiale prezioso, come oro e argento, era molto apprezzato dai greci). Alcune muggiscono, mentre vengono portate al pascolo, quindi dobbiamo pensare che siano forgiate nel metallo con il collo un po’ allungato. La scena, che parrebbe idilliaca, viene turbata da due leoni, che sbranano un toro tra i latrati dei cani.
“E vi pose una mandria di vacche dalle corna dritte; le vacche eran fatte d’oro e di stagno, muggendo dalla stalla si portavano al pascolo lungo il fiume sonoro e i pieghevoli giunchi; pastori d’oro insieme alle vacche avanzavano, quattro, e nove cani dai piedi rapidi li seguivano. Ma fra le prime vacche due orrendi leoni afferravano un toro muggente; e quello levando alti muggiti veniva portato via; lo cercavano i giovani e i cani, ma quelli, strappata già al gran toro la pelle, trangugiavano le viscere e il sangue nero; i pastori invano li inseguivano, incitando i cani veloci: questi veramente si astenevano dal mordere i leoni, ma, stando molto vicino, abbaiavano e li schivavano. Poi vi fece un pascolo lo Storpio glorioso, in bella valle, grande, di pecore candide, e stalle e capanne e recinti coperti.
Nell’immagine, coppa corinzia con raffigurato un cane (VII a.C.)"


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