Brani scelti 2 - Civiltà Greca

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Periodo classico > Sofocle > Antigone
striscia dentro l’uomo che non si accorge di nulla, prima di scottarsi il piede sulla vampa ardente. Alla saggezza di qualcuno dobbiamo il detto famoso: il male sembra un bene,  se un dio travolge la mente alla rovina. E poco tempo vivrà senza rovina.

EMONE O padre, è la riflessione, tra tutti, il dono più sublime che gli dei abbiano generato negli umani. E io non potrei e non saprei dire se le tue parole siano giuste: anche qualcun altro potrebbe avere ragione. È naturale che tocchi a me vigilare per conto tuo su ogni parola, ogni gesto, ogni contestazione: il tuo sguardo è terribile per l’uomo del popolo, gli vieta di dirti quello che non ti piace ascoltare. Ma io, nell’ombra, posso sentire come la città piange questa fanciulla, che meno di ogni altra meriterebbe di morire di una morte così infame, dopo avere compiuto la più nobile delle imprese:



non lasciò che il fratello caduto in combattimento restasse insepolto e finisse sbranato dai cani famelici e dagli uccelli. Non sarebbe degna piuttosto di aurea gloria? Sono queste le voci che si diffondono in segreto, nel silenzio. Per me, o padre, non c’è bene più prezioso della tua buona sorte: quale vanto maggiore per i figli, della fortuna e della gloria di un padre, e per un padre di quella dei figli? Non chiuderti nella convinzione incondivisa, che sia giusto soltanto quello che dici tu, e nient’altro. Chi crede di essere l’unico ad avere saggezza, o parola, o animo, quali nessun altro, una volta aperto, si scopre che è vuoto. Un uomo, anche se è saggio, non deve vergognarsi di continuare a imparare, e di non essere rigido: vedi come lungo il corso vorticoso dei torrenti gli alberi flessibili salvano i loro rami, mentre quelli che oppongono resistenza vengono distrutti fino alla radice. E così il timoniere che tende la scotta della nave, e non la allenta mai, finisce per farla ribaltare e navigare con il ponte capovolto. Piegati! Concediti di cambiare idea! Se posso esprimere un’opinione, anche se sono giovane, dico che sarebbe molto bello, se l’uomo fosse colmo di saggezza per natura; ma poiché questo non accade quasi mai, è meglio che impari da chi dice cose giuste.



CORO Eros invincibile in battaglia, Eros che assalti gli armenti, e vegli sulle guance delicate della vergine, e attraversi il mare, e ti aggiri per le dimore agresti! Nessuno degli immortali né degli umani effimeri può sfuggirti, e chi ti ha in sé delira. [ant. Tu devasti e trascini all’ingiustizia anche gli animi dei giusti, e fosti tu a destare questa contesa tra uomini dello stesso sangue. Trionfa il desiderio che guizza vivido dagli occhi della fanciulla sensuale, e ha lo stesso potere delle leggi più grandi: è invincibile il gioco della dea Afrodite. Ma anch’io, di fronte a questa visione, sono trascinato fuori dalle leggi, e non posso più trattenere la sorgente delle lacrime, quando vedo Antigone giungere al letto di nozze dove tutti vanno a giacere.




TIRESIA Signori di Tebe, giungiamo dalla stessa via, e gli occhi di uno solo vedevano per due: non è tragitto che un cieco possa compiere senza guida.
CREONTE Che cosa succede di nuovo, vecchio Tiresia?
TIRESIA Te lo spiegherò. E tu fidati dell’indovino.
CREONTE In passato non ho mai respinto i tuoi consigli. TIRESIA E proprio per questo hai tenuto la città sulla giusta rotta.
TIRESIA Sappi che stai camminando sull’orlo della sorte. Lo saprai, se ascolti i segni della mia arte. Sedevo sul mio antico scranno per scrutare i segni degli alati, dove essi si radunano tutti come in un approdo, quando sento strane grida di uccelli che stridono con furore sinistro e selvaggio, e capii che si straziavano a sangue con gli artigli: ne era chiaro segno il rombo delle ali. Mi spaventai, e feci subito la prova delle offerte sugli altari ardenti. Ma dalle vittime non avvampava Efesto, e il grasso delle carni si sfaceva, colando sulla cenere, e fumava, e schizzava via; e la bile si disperdeva in aria, le cosce grondanti si snudavano del grasso che le fasciava. Mi informò questo ragazzo – lui guida me, io sono guida ad altri – dei pronostici disfatti di un sacrificio indecifrabile. La tua decisione appesta la città,




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